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Universitą degli Studi di Firenze Unitą Funzionale di Ematologia (Direttore: Prof. Alberto Bosi) Azienda
Ospedaliera Universitaria Careggi
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Attività Scientifica - Gruppi di Lavoro: Gruppo Mieloma Multiplo Il gruppo di studio del Mieloma Multiplo propone per il paziente la più completa fase diagnostica e le più recenti possibilità terapeutiche. LINEE di RICERCA “Studio della ploidia, labelling index e cariotipo nel mieloma multiplo” Dal gennaio 2004 vengono valutate le più frequenti anomalie cromosomiche in pazienti affetti da MM alla diagnosi con età inferiore a 60 anni e con programma di trattamento trapiantologico. Lo studio viene effettuato su plasmacellule purificate mediante metodo immunomagnetico alla diagnosi. Con la tecnica di ibridazione in situ a fluorescenza (FISH) sono state utilizzate sonde specifiche per ricercare la delezione del cromosoma 13 e le traslocazioni coinvolgenti il gene delle IgH sul cromosoma 14 e i geni partners FGFR3, CCND1 e MAF, rispettivamente situati sui cromosomi 4, 11 e 16. Nella nostra esperienza, metà dei pazienti mostravano almeno un’anomalia cromosomica: la più frequente è risultata la t(4;14) osservata nel 25% dei pazienti, seguita dalla delezione del 13 (20%) e dalla t(14;16) in 15% dei casi. PROTOCOLLI di STUDIO Per i pazienti di età inferiore ai 60 anni il golden standard terapeutico rimane il doppio trapianto autologo di cellule staminali. Nel 2004 è terminato il protocollo proposto dall’EBMT: A phase-II study comparing non-myeloablative allogeneic hematopoietic stem cell transplantation following autologous transplantation to autologous transplantation alone in multiple myeloma (EBMT NMAM 2000). Tutti i pazienti hanno ricevuto schema polichemioterapico secondo protocollo VAD come terapia di debulking. Successivamente venivano sottoposti a procedura trapiantologica (doppio autologo oppure autologo+allogenico ad intensità ridotta in caso di disponibilità di un fratello HLA identico. Per il paziente giovane è ormai attivo il protocollo in cooperazione con il gruppo GIMEMA e l’Ematologia di Bologna che propone l’utilizzo dell’associazione di Velcade e Talidomide come terapia di induzione per il doppio trapianto autologo e come consolidamento dopo la procedura trapiantologia. Dal giugno 2005 è iniziata un’attiva di cooperazione con il GISMM (Gruppo Italiano per lo Studio del Mieloma Multiplo) dell’Ematologia di Torino, ciò ha permesso di poter intraprendere nuovi protocolli terapeutici con farmaci nuovi come la Lenalidomide (Remlivid) o l’inibitore del proteosoma (Velcade) per il paziente con età superiore ai 60 anni. Ultimamente sono stati proposti altri due protocolli, per ora in fase di valutazione da parte del comitato etico:
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